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Vincenzo10

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Una mossa coperta è all’origine di tutto.

Politica e attualità 22/4/2013

Lo sconquasso. Tutto è partito da Renzi. Io la vedo così.
Dopo la mano tesa ai grillini, dopo lo streaming, Bersani ha cominciato ad aprire al PdL definendo un prima e un dopo. Il prima era una auspicabile convergenza su un nome adatto per il Quirinale. Per il Governo poi si sarebbe visto.
Renzi ha pensato: -- Se Berlusconi tratta con Bersani io sono fuori gioco --.
Per rimanere in gioco ha cominciato a dire che Bersani aveva perso troppo tempo con i grillini. Poi ha voluto caratterizzare il suo gruppo. Lui avrebbe affossato la Finocchiaro, ma non potendo far vedere che attaccava solo la dalemiana Finocchiaro ha coperto la mossa aggiungendo il nome di Marini.
E ha definito la linea del fronte. -- Noi non voteremo né Marini né Finocchiaro --.
Tutti gli altri hanno masticato amaro. E perché tu puoi rompere la disciplina e gli altri no?
Allora Bersani che ha capito il giochetto ha pensato: -- Propongo proprio Marini --. Sia per vedere che faceva Renzi e sia perché avrebbe ottenuto il consenso del PdL. Ma tanto era poco probabile che ce l’avrebbe fatta nei primi tre turni a maggioranza dei due terzi.

I Renziani si sono sottoposti a disciplina di corrente e loro, gli antigrillini per eccellenza, hanno contribuito ad affondare Marini il candidato più affine alla loro visione politica.
Poi Bersani che avrebbe potuto riproporre Marini alla quarta votazione, ha cambiato metodo.
Ha ingranato la marcia Prodi e ha puntato a compattare il Pd su un voto dall’esito un po’ incerto ma non troppo perché alla fine quelli di scelta civica e qualche grillino avrebbe votato Prodi.
Comunque da vedere dopo qualche votazione.
Qui sono entrati sulla scena centouno franchi tiratori che non hanno votato Prodi. Forse risentiti rispetto ai renziani in libera uscita? O forse perché manovrati da qualcuno? Chissà…..

Poi la Bindi si è dimessa e subito dopo Bersani.
Devo ancora capire perché.
Io non mi sarei dimesso nemmeno se fossero venuti i carabinieri ad arrestarmi.

 

 


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La storia e la cronaca.

Politica e attualità 11/4/2013

Piero Ignazi su Repubblica di ieri 10 aprile apre il suo commento con le seguenti parole. “Se il presidente Napolitano, saggiamente, non avesse fatto scendere la tensione nominando i due comitati di esperti, una sorta di micro-bicamerale, non ci sarebbe stato l’incontro di ieri tra Bersani e Berlusconi. Grazie alla pausa di riflessione presidenziale è maturato un clima meno gladiatorio.” Etc.

Eccolo finalmente un bel commento.
Napolitano ha dato tempo alla politica e ne ha evitate le convulsioni. Tutto qui.

Ora stabilire se sia stato un bene o un male l’incontro B-B è aria fritta perché è un passaggio estremamente logico nel momento attuale.
L’incontro c’è stato perché i grillini non hanno accettato la mano tesa di Bersani.

Diverso è però discutere dei contenuti sia dell’incontro stesso che di quello che si prospetta.
Bersani ha spezzato ancora una volta il tempo in due. Ha detto: prima occupiamoci dell’elezione del presidente della repubblica poi vedremo il resto.
Quindi bisogna adesso pensare al nuovo presidente della repubblica. Che durerà in carica sette anni e avrà, ANCHE, il potere di sciogliere le camere. Poi al governo o alle nuove elezioni.

Si è perso troppo tempo…. Si poteva trattare direttamente col PdL tanto coi grillini, si sa, è tempo perso. E poi…. E’ meglio prepararsi alle elezioni. Se il Pd si allea con Berlusconi è scissione. Voi ex democristiani, ha detto qualcuno su internet, siete i soliti schifosi……etc.

Questo è un coro di ciechi. Stavo per dire un coro di ottusi.

Ma c’è anche della brava gente che a domande dirette di giornalisti si fa mettere in difficoltà semplicemente perché non riesce a dire una cosa molto semplice. E cioè: in questo momento la posizione del Pd è in elaborazione.
Il mestiere del giornalista è di spingere il politico a definirsi. E il mestiere del politico è di non definirsi se non quando gli fa comodo.

Ma oltre al mestiere e alle schermaglie oggi è la SITUAZIONE che è mal definita.
E questo in se non è né un bene né un male.

E' LA STORIA CHE STA ENTRANDO NELLA CRONACA



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Onore a Bersani, un uomo intelligente che ha concluso il primo tratto della XVII legislatura.

Politica e attualità 31/3/2013

Un uomo schivo fissato con la sua linea antilleader che ha ricevuto i peggiori insulti della campagna elettorale e dell’ultima fase delle consultazioni. Il Gargamella del popolo della falange grillina.
Ha avviato le sue consultazioni con due pacchetti di proposte. Aperte a entrambi gli schieramenti su contenuti istituzionali ( verso il PdL) e su contenuti programmatici e politici (verso i grillini).

Le proposte contenute nei due pacchetti, credo che non siano state nemmeno considerate a fondo.

Ma proprio in questa tracotanza, paradossalmente, c’è stata la vittoria di Bersani.
Le vere anime dei due schieramenti si sono rivelate in tutta la loro sporcizia.
E I primi (PdL) abituati al mercanteggiamento non hanno accettato perché volevano in cambio la presidenza della repubblica.
I secondi ( M5S) abituati all’insulto fine a se stesso, non hanno accettato perché accecati dalla pazzia di un comico.

Ora le loro vere anime si sono viste in tutta evidenza. Chi ha avuto occhi e mente per vedere ha visto.
La palla è passata a Napolitano.
Bersani è a casa.
Lo spiraglio per avere adesso un governo di cambiamento si è richiuso per sempre.
Volevano una prorogatio a Monti? L’hanno avuta.

Ma non come loro avrebbero desiderato. Ci sono ora due commissioni.
Ci sono due mastini in parlamento.
E da ora in poi loro abbaieranno alla luna.
Arrivederci primavera.

 


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L’orgasmo per loro si è concluso li.

Politica e attualità 27/3/2013

Il m5s ha formalizzato il suo no a Bersani. "Sono venti anni che sentiamo queste parole - ha detto Roberta Lombardi -. Mentre parlava mi sembrava di sentire una puntata di Ballarò. Sono venti anni che voto e che sento parlare delle stesse cose e non vengono mai realizzate".
Io gli vorrei dire che sono cinquanta anni che voto e adesso che si potrebbero realizzare molte cose devo aspettare anche loro che, la prossima volta, prenderanno la maggioranza assoluta.

Se questi duri e puri del m5s ragionassero vedrebbero chiaramente che le promesse fatte da loro in campagna elettorale e in particolare quella di negare la fiducia a qualsiasi governo riservando a se stessi il compito di controllo e di stimolo era basata sulla previsione di attestarsi sul 15% più o meno. Infatti nei confronti di un elettorato che ti aspetti intorno al 15%, non promettere il governo ( e quindi la responsabilità), ma una politica di controllo quale è tipica di una forza di opposizione, ha un senso ed è comprensibile. Ma riproporre la stessa linea nel momento in cui si va a rappresentare una forza di dimensioni pari a circa un terzo è inappropriato. E’ una cassata siciliana.

Crimi questa cosa la sa perché vedete un po’ come ha detto: "Nonostante quello che si dice sul nostro dibattito, il messaggio che riceviamo unanime da nostri elettori non è quello della 'responsabilità', ma di non dare fiducia in bianco''. E chiunque vede che è una palla colossale. Notate il rafforzativo: unanime. Ma perché quando mai c’è stato tempo di fare un vero referendum tra i loro elettori? E se lui si riferisce a quelli che scrivono sul suo blog o giù di li rispetto a 8 milioni che saranno? Lo 0,1% dei più fanatici?

Oh, intendiamoci. A me personalmente non interessa un fico secco che loro se ne stiano in questa aurea imbecillità. Dice il saggio latino: “Quis vult perdere deus amentat.” . Detto in romanesco: “cazzi loro”
Io ne ho viste di tutti i colori e non ho alcun motivo per non riconoscere che in questo momento i 5s sono portatori di una ventata di rinnovamento.
Tuttavia io ho visto che giorno 23 sabato la piazza del popolo era piena di gente. Il solito Berlusconi si pavoneggiava e ripeteva le stesse cose. C’è gente che lo ha votato semplicemente perché ha spolverato la sedia di Travaglio a Santoro. E perché ha comprato Balotelli per il Milan. O perché ha promesso di togliere l’IMU senza indicare da dove avrebbe recuperato i soldi.

Se c’è un botto di gente che ragiona così quale destino può avere qualsiasi forza che gli si oppone? Un popolo che da venti anni si è rimbambito appresso ai miti del facile successo, della bella vita, della felicità basata sulla fortuna, sulle raccomandazioni, su un tipo di capitalismo compromesso con la corruzione, incapace di affrontare piani di sviluppo industriale, un egoismo liberista spinto oltre ogni limite, intronato dagli spettacoli del grande fratello, dalla televisione commerciale, da internet e dai giochi d’azzardo…… che fa?

Improvvisamente una sua parte significativa si scopre arrabbiata. Non sta molto a guardare le idee e i propositi di un comico settantenne che scomizia a tutto spiano urlando insultando. Impara ad usare gli insulti. I suoi eletti usano sberleffi e insulti mentre fanno finta di rispettare le istituzioni ( vedete se era il caso di sputare in faccia a Bersani che le sembrava di sentire Ballarò…. del resto non diversamente dalla frase di Crimi che aveva svegliato Napolitano di cui poi si è dovuto scusare).

Infine si giocano la loro ultima carta. Dicono un no pieno e senza appello a Bersani. Forse non lo avrebbero detto con altrettanta soddisfazione a Berlusconi.

L’orgasmo per loro si è concluso li.

 


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Il primo tratto della XVII legislatura è finito.

Politica e attualità 22/3/2013

Eccolo finalmente il comunicato della sfiducia, la cui forma solenne sancisce la fine del primo tratto della XVII legislatura.
E’ veramente solenne e si scarica facilmente dal blog di Beppe Grillo nel Post del 21 Marzo 2013 alle 10:52 in formato pdf.
Il comunicato della sfiducia va letto e messo da parte. Mi raccomando a tutti di scaricarlo e di conservarlo con la data precisa.
Adesso vedremo in parlamento la formalizzazione di questa sfiducia che sarà abbinata strettamente e per sempre al pacchetto di proposte contenute nel tentativo di Bersani.
Non le hanno nemmeno volute prendere in considerazione.
Noi del PD prendiamo atto di tutto questo.


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La ricchezza familiare netta data dalla somma delle attività reali ( immobili, aziende e oggetti di valore) e dalle attività finanziarie ( depositi, titoli di Stato, azioni, ecc.) al netto delle passività finanziarie ( mutui e altri debiti) presenta un valore mediano ( cioè quello detenuto dalla famiglia che occupa la posizione centrale nella distribuzione della ricchezza) pari a 143.300 euro. Il 10 per cento delle famiglie più ricche possiede il 46,6 per cento della ricchezza netta familiare totale (45,7 per cento nel 2010). La quota di famiglie con ricchezza negativa è aumentata al 4,1 per cento dal 2,8 nel 2010 . La concentrazione della ricchezza misurata in base all’indice di Gini è pari al 64 per cento in aumento rispetto al passato ( era il 62,3 per cento nel 2010 e 60,7 nel 2008)
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