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forme economiche alternative

Vincenzo10

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Uno che crede nella supremazia del più forte e perciò odia i deboli

diario 17/7/2017

Non sono perfetto nel mio modo di esprimermi. Ma se ci guardiamo intorno vediamo tante persone che ammirano i forti semplicemente perché vincono e non stanno a badare su cosa e perché vincono. 
Loro spesso chiamano i forti sempre vincenti "I VIP" e i deboli sempre perdenti "GLI SFIGATI". 
Durante il fascismo il forte di allora aveva in mano anche il manganello e il popolo più vedeva il manganello e più acclamava il regime. 
Era più fascista il popolo che i fascisti che stavano al potere.....basta ricordare i fanatici dei piccoli paesi e i loro soprusi. 
Il motto era “me ne frego” ma di cosa te ne dovevi fregare? 
Certamente delle lacrime dei sopraffatti. Delle mogli e dei figli di chi era stato trattato a purghe e manganello o che aveva perso il lavoro. 
Certo, poi c’era anche la previdenza sociale e tanti benefici materiali tra cui la bonifica dell’agro.



permalink | inviato da Vincenzo10 il 17/7/2017 alle 16:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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Da nuove stime risulta che otto persone possiedono da sole la stessa ricchezza della metà più povera dell’umanità. La crescita va a vantaggio dei più ricchi mentre il resto della società soffre, in particolare i poveri. Sono la natura stessa delle nostre economie e i principi alla base dei nostri sistemi economici ad averci portato a questa situazione estrema, insostenibile e ingiusta. La nostra economia deve smettere di remunerare eccessivamente i più ricchi e iniziare ad operare a vantaggio di tutti. Governi responsabili e lungimiranti, imprese che agiscono nell’interesse dei lavoratori e dei produttori, valorizzazione dell’ambiente, diritti delle donne e un solido sistema di equa imposizione fiscale sono elementi fondanti di quest’economia più umana.
OXFAM BRIEFING PAPER GENNAIO 2017
Alla fine del 2014 la ricchezza netta delle famiglie italiane era in media di 218.000 euro. Il patrimonio del 30 per cento delle famiglie italiane più povere (7.000 euro in media) rappresentava meno dell’1 per cento della ricchezza complessiva; per contro, il 5 per cento delle famiglie più abbienti, con un patrimonio medio di 1.300.000 euro, deteneva oltre il 30 per cento della ricchezza complessiva. Per larga parte delle famiglie il patrimonio è costituito in misura preponderante dall’abitazione di residenza. Tra il 2012 e il 2014 la ricchezza netta familiare media è scesa in termini reali dell’11 per cento, per effetto di una significativa diminuzione tra le famiglie più abbienti (-15 per cento nel quinto più alto) dipesa in larga parte dal calo del prezzo degli immobili. Per le famiglie al di sotto della mediana della ricchezza, il patrimonio netto medio è aumentato del 4 per cento, quasi interamente per il calo delle passività finanziarie che riflette sia la minore esposizione media degli indebitati sia il minor numero di questi ultimi. L’indice di Gini della ricchezza netta è diminuito di tre punti, al 61 per cento. 
Banca d’Italia. Supplementi al Bollettino Statistico. Indagini campionarie. I bilanci delle famiglie italiane nell’anno 2012. Anno XXV - 03 Dicembre 2015.

Andamento dell'indice di Gini secondo la Banca d'Italia

Caravaggio Madonna dei Pellegrini 1604-1606

Edizioni Il Margine 2012

Fiore d'ortica

La pagina cruciale dell'articolo di Michelson 1887

Ricordiamocelo

Una tortina per i giovani

Centrale nucleare di Latina

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